Qui di seguito trovi una bozza di briefing dettagliato basato sulle fonti fornite. Il documento è strutturato per evidenziare i temi principali, le idee chiave e i fatti importanti, includendo citazioni dirette dove appropriato.
Documento di Briefing: Revisione dei “Pfizer Papers” e Implicazioni Associate
Data: 26 Maggio 2024 Oggetto: Analisi dei “Pfizer Papers” e delle implicazioni sulla sicurezza e efficacia dei prodotti a mRNA per COVID-19. Fonti: Estratti da “NAOMI WOLF & AMY KELLY – The Pfizer Papers (2024).pdf”
1. Introduzione e Contesto dei “Pfizer Papers”
Il libro “The Pfizer Papers”, curato da Naomi Wolf e Amy Kelly, si presenta come il risultato di un’analisi rigorosa di circa 450.000 pagine di documenti interni di Pfizer, resi pubblici a seguito di una causa intentata dall’avvocato Aaron Siri contro la Food and Drug Administration (FDA). Questi documenti dettagliano gli studi clinici condotti da Pfizer per ottenere l’Autorizzazione all’Uso di Emergenza (EUA) per la sua iniezione di mRNA per COVID-19, oltre a informazioni raccolte nel periodo post-marketing (dicembre 2020 – febbraio 2021).
Gli autori sottolineano che l’iniezione COVID-19 non è un “vero vaccino” nel senso tradizionale (come quelli di Jenner o Salk per vaiolo e poliomielite), ma una “frode dell’industria farmaceutica”. Viene evidenziato che i normali test di sicurezza, che solitamente durano dieci-dodici anni, sono stati aggirati a causa dello “stato di emergenza” e dell’EUA. Ciò ha implicato che il pubblico è stato, di fatto, il “vero test” del prodotto.
2. Natura e Scopo del Progetto di Ricerca
Il progetto di analisi dei “Pfizer Papers” è stato intrapreso da un gruppo eterogeneo di individui (“sconosciuti, persone comuni con capacità straordinarie, situate in luoghi diversi del mondo, con background e interessi diversi”), senza compenso economico, motivati da “l’amore per la vera medicina e la vera scienza”. La complessità dei documenti ha richiesto competenze multidisciplinari in immunologia, statistica, patologia, oncologia, ostetricia, neurologia, cardiologia, farmacologia, biologia cellulare, chimica, regolamentazione governativa e medica, e giurisprudenza.
Naomi Wolf, avendo espresso preoccupazioni sulla salute riproduttiva femminile post-iniezione di mRNA, ha ricevuto una piattaforma su War Room di Steve Bannon per condividere tali avvertimenti urgenti, constatando un’ironia nel fatto che chi le era stato “insegnato a credere fosse il Diavolo Incarnato” si preoccupasse di più di donne e bambini rispetto ai suoi ex colleghi e all’establishment femminista.
3. Temi Principali e Scoperte Rilevanti
3.1. Biodistribuzione Inattesa e Accumulo
- Affermazione di Pfizer smentita: Contrariamente a quanto sostenuto che i materiali del vaccino rimanessero nel muscolo deltoide, i documenti di Pfizer rivelano che le nanoparticelle lipidiche (LNP), il polietilenglicole (PEG), l’mRNA e la proteina spike si disperdevano in tutto il corpo entro quarantotto ore “come un colpo di fucile”.
- Accumulo negli organi: Questi componenti attraversano ogni membrana del corpo umano, inclusa la barriera ematoencefalica, e si accumulano in fegato, ghiandole surrenali, milza, cervello e, nelle donne, nelle ovaie. Il Dr. Robert Chandler ha sottolineato questa rapida e ampia dispersione.
- Studio Moderna: Un altro studio (Moderna 2020) su ratti ha mostrato che l’mRNA del vaccino CMV (utilizzato come proxy per SPIKEVAX) si distribuiva rapidamente in 12 dei 13 organi e nel sangue, concentrandosi in milza e tessuti oculari. Gli autori contestano l’equivalenza dei due farmaci mRNA, dato che SPIKEVAX contiene sei sequenze genetiche diverse rispetto al vaccino CMV, e mancano dati che dimostrino che il contenuto dell’LNP non influenzi la destinazione del farmaco.
3.2. Impatto sulla Fertilità e la Riproduzione
- Avvertenze di Pfizer agli uomini: Pfizer ha istruito gli uomini vaccinati a usare due forme affidabili di contraccezione o ad astenersi dai rapporti sessuali con donne in età fertile.
- Studi sui ratti e nanoparticelle: Sebbene Pfizer abbia dichiarato “nessun esito negativo” sulla “performance di accoppiamento, fertilità o qualsiasi parametro ovarico o uterino” basandosi su 44 ratti, Amy Kelly ha scoperto che le nanoparticelle lipidiche sono note per degradare i sistemi sessuali e attraversare la barriera emato-testicolare, danneggiando le cellule di Sertoli, di Leydig e le cellule germinali maschili.
- Potenziali effetti sulla mascolinità: Viene sollevata la preoccupazione che i bambini maschi nati da madri vaccinate potrebbero non diventare adulti riconoscibilmente maschi e fertili.
- Danni mestruali: Pfizer era a conoscenza dei danni mestruali causati dal vaccino.
- Studio Moderna su ratti femmina: Lo studio di Moderna (Moderna 2020) sui ratti ha dimostrato che l’iniezione di mRNA-1273 ha avuto “effetti tossici sui sistemi riproduttivi delle ratte femmine e sulla loro prole”:
- Cicli estrali statisticamente più lunghi.
- Minore probabilità di accoppiamento e gravidanza (sebbene non statisticamente significativi a causa della dimensione ridotta del campione).
- Una “diminuzione allarmante del 22,7% delle gravidanze” nelle ratti destinate al parto naturale nel gruppo iniettato.
- Malformazioni e sofferenze nei feti e nei cuccioli nati vivi.
- Assenza di dati sulle femmine: Lo studio di biodistribuzione del vaccino CMV di Moderna ha escluso le femmine, il che significa che non sono state analizzate le ovaie o altri organi femminili, sollevando dubbi sulla base per concludere la sicurezza di SPIKEVAX per le femmine.
3.3. Declino dei Tassi di Natalità Post-Vaccinazione
- Dati mondiali: Viene presentata una correlazione tra l’implementazione dei prodotti LNP/mRNA e un calo dei tassi di natalità in diversi paesi:
- Germania: -8,3% nei primi tre trimestri del 2022.
- Inghilterra e Galles: -12% fino a giugno 2022.
- Australia: -21% da ottobre a novembre 2021, seguito da -63% da novembre a dicembre 2021.
- Analisi Hagemann, Lorré e Kremer (19 paesi europei): Un rapporto di agosto 2022 ha trovato una forte correlazione negativa tra il tasso di iniezione di LNP/mRNA e il tasso di variazione delle nascite nove mesi dopo, con significatività statistica. Tutti i 19 paesi hanno registrato tassi di natalità in calo fino a giugno 2022.
- Paesi con correlazione molto forte: Finlandia (-0,918, p=0,000033), Svizzera (-0,873, p=0,00023), Paesi Bassi, Lettonia, Austria, Germania.
- Svizzera: Il calo più forte delle nascite in Svizzera negli ultimi 150 anni si è verificato circa nove mesi dopo l’avvio del programma di iniezione LNP/mRNA nel 2021, superando gli impatti di Guerre Mondiali e Grande Depressione. In sedici cantoni, il calo supera il 10%, in otto il 15%, e in tre si avvicina o supera il 20%.
3.4. Patologie e Reperti Istopatologici
- Proteina Spike come agente tossico: L’istopatologia suggerisce che la proteina Spike è un “elemento tossico” che causa danni.
- Danno vascolare generalizzato (Endotelite): La proteina Spike danneggia l’endotelio (rivestimento dei vasi sanguigni), causando “infiammazione e distruzione” dei vasi, inclusi i vasi più grandi e l’aorta. Vengono osservati “disturbo della trama” e “distruzione delle fibre elastiche”.
- Arterite a buccia di cipolla della milza: Fenomeno “mai visto” dai patologi, osservato in alcune malattie autoimmuni come il lupus eritematoso, con “distruzione focale delle arterie follicolari nella milza”.
- Particelle non identificate: Sono state trovate “particelle vacuolari e cristalline non identificate” e “depositi proteici” (potenzialmente amiloide) in vari organi, inclusi i polmoni e il cervello. Si ipotizza che queste possano essere “particelle nanolipidiche che, quando entrano nel corpo e vengono riscaldate, si fondono e formano particelle più grandi”.
- Danni negli organi riproduttivi maschili: Sono state osservate una “forte espressione della proteina Spike negli spermatogoni” e una quasi assenza di spermatociti nei testicoli di un uomo anziano. Simile espressione è stata trovata nella prostata.
- Infiltrazione linfocitaria: Infiltrazione linfocitaria post-modRNA è stata osservata nell’ovaio, nell’endometrio e nella placenta.
- Lesioni cutanee e malattie autoimmuni: Sono stati osservati “attacchi di panico senza motivo” e lesioni cutanee “atipiche” che assomigliano a malattie autoimmuni (distruzione delle cellule basali con infiltrazione linfocitaria a banda e vasculite), con presenza di proteina Spike nelle cellule danneggiate.
- Conseguenze gravi riportate da Pfizer:Tre casi di arterite a cellule giganti.
- Tre casi di ischemia periferica.
- Due casi di sindrome di Behçet.
- Miocardite e Pericardite: Inizialmente non menzionate nelle categorie originali di interesse, sono state successivamente aggiunte come eventi avversi preoccupanti nel documento di Farmacovigilanza (PV). Nonostante ciò, centinaia di altre segnalazioni di AE gravi in altri sistemi d’organo, come le 130 miocarditi (IM), 275 ictus, 449 paralisi, e 165 eventi trombolitici (da un documento 5.3.6), sono state “ignorate come rischi importanti”.
- Lupus eritematoso sistemico (LES): Un caso di LES subclinico è stato portato alla luce o causato direttamente da BNT162b2. Metà delle persone affette da lupus sviluppa anche problemi renali (nefrite lupica).
3.5. Dati sulla Sicurezza e Reporting di Pfizer/FDA
- 1.223 decessi nel post-marketing: Nel periodo post-marketing (dicembre 2020 – febbraio 2021), sono stati segnalati 1.223 decessi correlati al prodotto, oltre a 520 eventi avversi con sequele e 11.361 casi di “non guarigione al momento della segnalazione”. Il tasso di mortalità del 2,9% dovrebbe aver innescato una “pausa nella distribuzione del vaccino”.
- Decessi in tutte le classi di sistemi e organi: I decessi si sono verificati in tutte le classi di sistemi e organi, ad eccezione di quelli dermatologici, di paralisi facciale e muscoloscheletrici.
- FDA e Pfizer: Gli autori criticano la FDA per aver approvato il prodotto “sulla base di uno studio clinico difettoso” e per continuare a consentirne la somministrazione nonostante i significativi eventi avversi gravi.
- Mancanza di chiarezza nei dati:Errori amministrativi: Oltre 37.000 errori di medicazione di vario tipo, stimati in oltre 1,5 milioni applicando un fattore di sottosegnalazione (URF di 41).
- Raggruppamenti di età irregolari: Pfizer ha raggruppato gli eventi avversi per fasce di età non standardizzate (es. <17, 18-30, 31-50, ecc.), il che “oscure i rischi rilevanti” e rende “impossibile trarre conclusioni statistiche sulla base dell’analisi post-marketing”. La maggior parte degli eventi avversi si è verificata nella fascia 31-50 anni, ma essendo la più ampia (20 anni), ciò potrebbe mascherare effetti specifici.
- Prevalenza femminile degli eventi avversi: Le donne rappresentano il 71% dei casi di eventi avversi (29.914), gli uomini il 21,8% (9.182), con il resto sconosciuto. Questa disparità è un “segnale che le donne sono probabilmente a maggior rischio di eventi avversi rispetto agli uomini, e il segnale dovrebbe essere ulteriormente indagato”.
- Classificazione degli eventi “non gravi”: Pfizer ha classificato i decessi correlati a errori terapeutici come “eventi non gravi”, nonostante la relazione con la morte fosse “debole” ma non nulla.
3.6. Danni da Farmaci a Produzione di Spike
- “CoVax diseases” (malattie da vaccino COVID) e malattie autoimmuni: Le malattie indotte dalla proteina Spike assomigliano a controparti autoimmuni non legate alla Spike, ma con maggiore gravità e distribuzione. La morte improvvisa non è un riscontro comune nelle malattie autoimmuni non implicate dalla Spike.
- Danno subclinico a lungo termine: Gli investigatori di Pfizer sospettavano che il vaccino potesse essere “inizialmente associato a miocardite subclinica (e in tal caso, quali sono le conseguenze a lungo termine)”, e che i danni subclinici avrebbero colpito i pazienti con un “ritardo significativo”. La “costellazione di prove indicava che Pfizer sapeva di non avere un rapporto rischio-beneficio favorevole poiché gli investigatori avevano identificato problemi significativi del prodotto che avrebbero causato più danni della malattia stessa.”
4. Limitazioni e Sfide nell’Analisi dei Dati
Gli autori riconoscono che l’analisi dei dati sulla popolazione presenta problemi tecnici (tempestività, accuratezza, dettagli di raccolta variabili tra paesi, revisione post-pubblicazione). Viene sottolineato il “possibile ruolo dei governi nel falsificare i dati o nell’ostruire il flusso di dati per scopi politici”.
5. Considerazioni Finali degli Autori
Naomi Wolf e Amy Kelly affermano che il loro lavoro ha “salvato molte vite; forse centinaia di migliaia di vite e forse milioni di vite da lesioni invalidanti”. Il Dr. Ute Krüger, patologo citato, esprime profonda preoccupazione: “Ora mi sembra di guardare persone che vengono uccise e non posso fare nulla. Come patologo, diagnostico tumori che potrebbero essere stati causati da un altro collega con un’iniezione. Tutto ciò è completamente inutile e assurdo.” Ha rinunciato alla sua licenza per l’assicurazione sanitaria, sostenendo di essere ora “indipendente” e non più responsabile verso nessuno.
Gli autori concludono che “il numero di eventi avversi segnalati per le donne è più di tre volte superiore a quello segnalato per gli uomini” e che i “raggruppamenti di età irregolari offuscano i rischi rilevanti”, specialmente per le donne in età fertile. Sottolineano che “non c’è dubbio che l’iniezione di vaccini anti-COVID-19 basati sui geni espone la vita a rischi di malattia e morte”.
Punti Chiave da Ricordare:
- I “Pfizer Papers” rivelano che l’iniezione COVID-19 non è un vaccino tradizionale e che i test di sicurezza sono stati aggirati.
- I componenti del vaccino si disperdono e si accumulano ampiamente nel corpo, inclusi organi vitali e riproduttivi.
- Esistono gravi preoccupazioni e prove di danni alla fertilità e alla riproduzione, supportate da studi sui ratti e osservazioni istopatologiche.
- C’è una forte correlazione tra l’implementazione del vaccino a mRNA e un calo significativo dei tassi di natalità in diversi paesi.
- L’analisi istopatologica ha rivelato danni vascolari diffusi, reazioni autoimmuni e la presenza di proteina Spike come agente tossico in vari tessuti.
- Pfizer era a conoscenza di numerosi eventi avversi gravi e decessi nel periodo post-marketing, ma la FDA ha comunque approvato il prodotto.
- La metodologia di reporting di Pfizer è criticata per la sua mancanza di trasparenza, in particolare per i raggruppamenti di età non standardizzati e la sottovalutazione della gravità di alcuni eventi.
- Il lavoro dei patologi suggerisce che la diffusione sistemica del prodotto abbia causato danni a tutti i sistemi d’organo, con implicazioni a lungo termine.