11 Settembre: Nuove Prove Shock e Insabbiamenti
Able Danger, Anthony Schaffer, ARTICOLI IN ITALIANO, Attualità, Curt Weldon, Fabrizio Ciancio, Mark Rossini, Massimo Mazzucco, Radio, Tucker Carlson
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Questo documento analizza le narrazioni e le prove relative agli attentati dell’11 settembre 2001, sintetizzando le informazioni contenute nelle fonti fornite. Emerge un profondo e persistente dissenso rispetto alla versione ufficiale degli eventi, alimentato da un vasto corpus di ricerche indipendenti, testimonianze oculari e analisi tecniche. I punti salienti includono la controversia sul crollo delle tre torri del World Trade Center (WTC), in particolare il WTC 7, che secondo numerosi esperti presenta le caratteristiche di una demolizione controllata. Un attivo “Movimento per la Verità”, composto da migliaia di professionisti tecnici, inclusi architetti e ingegneri, chiede una nuova indagine indipendente, citando anomalie fisiche, testimonianze di esplosioni e incongruenze nei rapporti ufficiali. Le fonti delineano scenari alternativi che vanno dalla deliberata inazione governativa (LIHOP – “Let It Happen On Purpose”) al coinvolgimento diretto (Inside Job), con il movente principale identificato nella creazione di un “casus belli” per lanciare la “Guerra al Terrore”. Le conseguenze a lungo termine, come l’invasione dell’Afghanistan e dell’Iraq, l’emanazione del Patriot Act, l’aumento della sorveglianza e la diffusione dell’islamofobia, sono presentate come il risultato diretto di questi eventi. Infine, viene evidenziata la lotta contro la censura mediatica e algoritmica, che rappresenta una sfida cruciale per la diffusione di narrazioni alternative.
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Analisi Dettagliata
1. Cronologia degli Eventi dell’11 Settembre 2001
La mattina di martedì 11 settembre 2001, una serie di attacchi coordinati ha colpito gli Stati Uniti, cambiando il corso della storia moderna.
• 8:46: Il volo American Airlines 11 si schianta contro la Torre Nord del World Trade Center a New York. L’impatto devasta i piani superiori, provocando un vasto incendio.
• 9:03: Diciassette minuti dopo, il volo United Airlines 175 colpisce la Torre Sud, dissolvendo ogni illusione che si trattasse di un incidente. L’America comprende di essere sotto attacco.
• 9:37: Un terzo aereo, il volo American Airlines 77, si schianta contro il Pentagono, il cuore della difesa militare statunitense.
• 9:59: La Torre Sud del WTC, colpita per seconda, crolla in meno di 10 secondi, sollevando un’enorme nuvola di polvere che avvolge Manhattan.
• 10:03: Il quarto aereo dirottato, il volo United Airlines 93, precipita in un campo in Pennsylvania. Si ritiene che i passeggeri si siano ribellati ai dirottatori, sventando un ulteriore attacco.
• 10:28: Anche la Torre Nord del WTC crolla, impiegando circa 12 secondi per disintegrarsi completamente.
• 17:20: Il World Trade Center 7, un grattacielo di 47 piani situato vicino alle Torri Gemelle e non colpito da alcun aereo, crolla anch’esso.
In meno di due ore, i simboli del potere economico e militare americano vengono feriti, causando circa 3.000 vittime civili e innescando una catena di eventi globali, tra cui la “Guerra al Terrore”.
2. La Controversia Strutturale: Crollo delle Torri del WTC
La causa del crollo dei tre edifici del World Trade Center è uno dei punti più contestati. La narrativa ufficiale è messa in discussione da numerose analisi tecniche e testimonianze.
La Narrativa Ufficiale del NIST
Il National Institute of Standards and Technology (NIST) ha concluso che i crolli delle Torri Gemelle sono stati innescati dagli incendi. La spiegazione si basa sui seguenti punti:
• Impatto degli Aerei: Gli aerei, del peso di circa 130.000 kg ciascuno, si sono sbriciolati contro la struttura massiccia delle torri (450.000 tonnellate). L’impatto ha danneggiato le colonne portanti e rimosso “in modo significativo” la protezione antincendio dalle travi d’acciaio.
• Incendi e Indebolimento dell’Acciaio: I 30.000 litri di carburante per aereo hanno innescato incendi intensi, raggiungendo picchi di 900-1000°C. Sebbene l’acciaio fonda a circa 1500°C, a temperature inferiori ma elevate perde significativamente la sua rigidezza e resistenza. A 1000°C, l’acciaio perde il 95% della sua capacità di sopportare carichi.
• Innesco del Collasso: L’indebolimento dell’acciaio non protetto ha causato il cedimento dei solai ai piani dell’impatto. Questo cedimento ha innescato una reazione a catena (“pancake collapse”), in cui il peso dei piani superiori ha schiacciato progressivamente l’intera struttura sottostante.
• Crollo del WTC 7: Per il WTC 7, il NIST attribuisce il crollo agli incendi d’ufficio, che avrebbero causato la dilatazione termica di una trave principale, portando alla perdita della sua connessione con una colonna (la colonna 79) e innescando un collasso progressivo dell’intera struttura.
Le Prove della Demolizione Controllata
Il Movimento per la Verità, guidato da organizzazioni come Architects & Engineers for 9/11 Truth (AE911Truth), che conta 3.600 professionisti, contesta la versione del NIST, sostenendo che solo una demolizione controllata può spiegare le seguenti evidenze:
• Il Caso del World Trade Center 7: Considerato la “pistola fumante”, il WTC 7 è crollato in modo simmetrico e a velocità di caduta libera per oltre due secondi, pur non essendo stato colpito da un aereo. Uno studio dell’Università dell’Alaska Fairbanks ha concluso che il crollo non può essere stato causato da incendi, ma è coerente con il cedimento quasi simultaneo di tutte le colonne, tipico di una demolizione.
• Velocità e Simmetria dei Crolli: Entrambe le Torri Gemelle sono crollate a una velocità prossima a quella di caduta libera. Questo implica che la struttura sottostante non ha offerto quasi nessuna resistenza, cosa fisicamente impossibile in un collasso gravitazionale. I crolli sono avvenuti in modo simmetrico, collassando per lo più all’interno della propria impronta.
• Polverizzazione del Calcestruzzo e Eiezioni: Il calcestruzzo dei solai è stato polverizzato a mezz’aria in particelle finissime. Si sono osservati “squibs” (sbuffi di fumo e detriti) espulsi lateralmente dai piani ben al di sotto della zona di collasso, indicativi di cariche esplosive.
• Acciaio Fuso e Nano-thermite: Numerosi testimoni, inclusi vigili del fuoco, hanno riportato la presenza di acciaio fuso nelle macerie per settimane dopo i crolli, una condizione che gli incendi di kerosene e d’ufficio non possono generare. Analisi indipendenti della polvere del WTC hanno trovato tracce di nano-thermite, un esplosivo/incendiario di tipo militare.
• Testimonianze di Esplosioni: Una ricerca condotta da Graham McQueen ha documentato le testimonianze di almeno 118 vigili del fuoco che hanno sentito esplosioni prima e durante i crolli, un suono distinto da quello dei corpi che impattavano al suolo. Orio Palmer, un capo battaglione del FDNY, raggiunse il 78° piano della Torre Sud poco prima del crollo e comunicò via radio di avere “due incendi isolati che possiamo domare”, contraddicendo l’idea di un incendio incontrollabile in grado di far cedere l’intera struttura un minuto dopo.
3. L’Attacco al Pentagono: Anomalie e Testimonianze
L’attacco al Pentagono è caratterizzato da significative discrepanze tra la versione ufficiale e le testimonianze oculari raccolte da ricercatori indipendenti come il Citizen Investigation Team (CIT).
• La Traiettoria di Volo “a Nord della Stazione di Servizio”: Diversi testimoni oculari chiave, tra cui William Lagassie, Robert Tersiops e Chadwick Brooks, che si trovavano presso la stazione di servizio Citgo adiacente al Pentagono, descrivono una traiettoria di volo che passava a nord della stazione. Questa traiettoria è fisicamente incompatibile con i danni registrati, come l’abbattimento di cinque lampioni e il punto d’impatto sull’edificio, che si trovavano a sud della stazione.
• Incongruenze Fisiche: La traiettoria descritta dai testimoni rende impossibile che l’aereo abbia colpito i lampioni o la facciata del Pentagono. Questo suggerisce che la scena del crimine potrebbe essere stata alterata.
• Il Caso del Tassista Lloyd England: Il tassista il cui veicolo sarebbe stato trafitto da un lampione abbattuto è considerato una figura chiave. Le sue dichiarazioni sono state ritenute contraddittorie e le sue azioni sospette, suggerendo un suo possibile ruolo in una messa in scena. Le conversazioni registrate con lui contengono frasi criptiche che alcuni interpretano come ammissioni di un coinvolgimento pianificato (“it was planned”).
• L’Ipotesi del “Flyover” (Sorvolo): Alcuni testimoni, come l’agente di polizia del Pentagono Roosevelt Roberts, hanno dichiarato di aver visto un grande aereo commerciale sorvolare l’edificio a bassa quota pochi secondi dopo aver sentito un’esplosione. Questo ha alimentato l’ipotesi che l’aereo visto da molti non si sia schiantato contro l’edificio, ma lo abbia sorvolato, mentre un’esplosione separata (causata da un missile o da una bomba pre-piazzata) creava i danni.
4. Le Teorie Alternative e il Movente
Le incongruenze hanno dato origine a tre scenari principali per spiegare gli eventi.
1. Versione Ufficiale: Gli attacchi sono stati pianificati ed eseguiti da Al-Qaeda senza alcuna complicità esterna. Le mancanze del governo sono state il risultato di inefficienze e mancata comunicazione tra agenzie.
2. LIHOP (Let It Happen On Purpose): Le autorità statunitensi erano a conoscenza dell’attacco imminente ma hanno deliberatamente scelto di non intervenire. Questo ruolo passivo avrebbe permesso di ottenere un pretesto per future azioni militari.
3. Inside Job (Complotto Interno): Elementi interni al governo e ai servizi segreti statunitensi hanno orchestrato attivamente gli attacchi, usando Al-Qaeda come capro espiatorio.
Il movente centrale per gli scenari 2 e 3 è la necessità di un evento catalizzatore, una “Nuova Pearl Harbor”, per giustificare una politica estera aggressiva e un aumento del controllo interno. Le fonti citano:
• Creazione di un Casus Belli: Gli attacchi hanno fornito la giustificazione per l’invasione dell’Afghanistan e dell’Iraq (basata sulla falsa affermazione di armi di distruzione di massa) e per la “Guerra al Terrore” globale.
• Ignoranza di Avvertimenti Precedenti: L’ex deputato Curt Weldon ha rivelato l’esistenza di un’unità di intelligence militare chiamata “Able Danger”, che aveva identificato la cellula di Al-Qaeda a New York, incluso Mohammed Atta, un anno prima degli attacchi. I tentativi di condividere queste informazioni con l’FBI sarebbero stati bloccati tre volte.
• La Commissione 11/9 come Insabbiamento: Weldon e altri definiscono la Commissione 11/9 un “insabbiamento al 100%”, accusando il suo direttore esecutivo, Philip Zelikow, di aver orchestrato una copertura.
5. Il Movimento per la Verità e le Conseguenze
Un vasto movimento di cittadini, esperti e familiari delle vittime continua a chiedere la verità sull’11 settembre.
• Composizione e Obiettivi: Il movimento è eterogeneo, ma organizzazioni come AE911Truth forniscono un fondamento tecnico e scientifico alla richiesta di una nuova indagine. L’obiettivo principale è ottenere una commissione d’inchiesta veramente indipendente con potere di citazione in giudizio.
• Crescente Visibilità: Recentemente, il movimento ha guadagnato visibilità grazie alla copertura da parte di importanti podcaster e media alternativi come Tucker Carlson, Jimmy Dore e Joe Rogan. Figure politiche come il senatore Ron Johnson hanno pubblicamente sollevato dubbi e chiesto una nuova indagine.
• Conseguenze Sociali e Politiche:
◦ Guerra e Geopolitica: Gli attacchi hanno inaugurato un’era di conflitti perpetui, con un’enorme spesa militare e la destabilizzazione di intere regioni. Daniele Ganser collega questi eventi all’espansione della NATO e a una più ampia agenda geopolitica.
◦ Sorveglianza e Libertà Civili: Leggi come il Patriot Act hanno drasticamente ridotto le libertà civili negli Stati Uniti e altrove, normalizzando la sorveglianza di massa.
◦ Islamofobia e Clima di Paura: Gli attentati hanno generato un’ondata di islamofobia, associando i musulmani al terrorismo e creando uno stigma duraturo. Il clima di paura è stato sfruttato per giustificare misure di sicurezza sempre più restrittive.
6. Censura e Guerra dell’Informazione
Uno degli ostacoli principali per il Movimento per la Verità è la censura, sia diretta che indiretta.
• Censura Algoritmica: James Corbett, un ricercatore indipendente, sottolinea che la forma di censura più insidiosa non è la rimozione totale dei contenuti, ma la soppressione algoritmica. Le piattaforme Big Tech (come YouTube e Google) declassificano i contenuti critici, rendendoli invisibili ai nuovi utenti e impedendo loro di essere scoperti accidentalmente.
• Il Ruolo dei Media: I media mainstream sono accusati di agire come guardiani della versione ufficiale, etichettando sistematicamente le domande critiche come “teorie del complotto” e le prove come “da tempo smentite” (“long debunked”), senza mai affrontare la sostanza delle argomentazioni.
• Strategie Alternative: Per contrastare la centralizzazione del controllo dell’informazione, vengono proposte soluzioni come la creazione e l’utilizzo di piattaforme video alternative (es. BitChute, Odysee), la promozione di protocolli decentralizzati come RSS (Really Simple Syndication) per seguire i creatori di contenuti direttamente, e la costruzione di reti di fiducia indipendenti.
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